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NORMATIVA ATTINENTE ALLE INDAGINI DIFENSIVE
( investigazione difensiva )
Sentenza 7270
"L’AVVOCATO PUO’ ESSERE RITENUTO RESPONSABILE DEL REATO DI
FAVOREGGIAMENTO PERSONALE PER IL SUO CLIENTE "
Legge 29 marzo 2001, n. 134
"Modifiche alla legge 30 luglio 1990, n. 217, recante istituzione del
patrocinio a spese dello Stato per i non abbienti"
Legge 19 gennaio 2001, n. 4
"Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 24 novembre
2000, n. 341,
recante disposizioni urgenti per l'efficacia e
l'efficienza dell'Amministrazione della giustizia"
"Disposizioni in materia di difesa d’ufficio"
testo approvato il 21 febbraio 2001, entrata in vigore in data 6 aprile
2001
Il testo completo della nuova legge sulle indagini
difensive
7 dicembre 2000 n. 397 (Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il
3/01/2001
ed entrata in vigore in data 18 gennaio 2001)
D.M. 8 novembre 2000
Adeguamento della misura del reddito per l'ammissione
al patrocinio a spese dello Stato
da adottare ai sensi dell'art. 3, comma 5, della
legge 30 luglio 1990,
n. 217.
Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea
(approvata dal Parlamento Europeo il 14/11/2000)
Disposizioni
sulla competenza penale del giudice di pace (D.Lgs. 28/08/2000, n. 274)
Convenzione per la salvaguardia dei diritti
dell'uomo e delle libertà fondamentali (art.6)
Costituzione della Repubblica Italiana
(art.111 così come modificato)
Legge 31 dicembre 1996 n. 675, in tema di
privacy del cittadino
Provvedimento 29 settembre 1999,
autorizzazoni del garante per la privacy
Art
52 del codice deontologico forense di cui trovi il link per la
lettura QUI:
LEGGE 7 dicembre 2000, n. 397
Disposizioni in materia di indagini difensive.
Riferimenti
vari reperiti in rete
( approfondimenti )
un paio di documenti in PDF 1 e 2
Molti
mi hanno contestato che il ruolo del Dott. Cristiano Corri ( avvocato )
si addice di più alla figura di " AGENTE PROVOCATORE "
Ho fatto delle ricerche e questa ipotesi mi sembra del tutto fuori luogo.
Art. 395 Casi di revocazione
Le sentenze pronunciate in grado di appello o in unico grado possono essere impugnate per revocazione (403; Cod. Civ. 2652 n. 9, 2690 n. 6):
1) se sono l`effetto del dolo di una delle parti in danno dell`altra (88 326, 329 396 398);
2) se si è giudicato in base a prove riconosciute o comunque dichiarate false dopo la sentenza oppure che la parte soccombente ignorava essere state riconosciute o dichiarate tali prima della sentenza (326 329, 396, 398);
3) se dopo la sentenza sono stati trovati uno o più documenti decisivi che la parte non aveva potuto produrre in giudizio per causa di forza maggiore o per fatto dell`avversario (310, 326, 329, 396, 398);
4) se la sentenza è l`effetto di un errore di fatto risultante dagli atti o documenti della causa. Vi è questo errore quando la decisione è fondata sulla supposizione di un fatto la cui verità è incontrastabilmente esclusa, oppure quando è supposta l`inesistenza di un fatto la cui verità è positivamente stabilita, e tanto nell`uno quanto nell`altro caso se il fatto non costituì un punto controverso sul quale la sentenza ebbe a pronunciare (324, 3271, 338);
5) se la sentenza è contraria ad altra precedente avente tra le parti autorità di cosa giudicata, purché non abbia pronunciato sulla relativa eccezione (324, 327; att. 124; Cod. Civ. 2909);
6) se la sentenza è effetto del dolo del giudice (55 n. 1), accertato con sentenza passata in giudicato (324, 326, 329, 396, 398).
NOTA La Corte Costit ha dichiarato incostituzionale questo articolo nella parte in cui non prevede la revocazione delle sentenze emesse dalla Corte di Cassazione secondo l`art 360, n. 4, e rientranti nell’errore di cui all`art. 395, n. 4.
Gli argomenti trattati in questo articolo necessitano di ulteriori ricerche su sentenze della Corte Costituzionale e della Corte di Cassazione (Sent. 17/1986),.
Corte di
Cassazione, Sent. n. 39706/03:
L’attività di contrasto prevista dall’articolo 14 della legge
269/98,
in vista della gravità e dell’allarme sociale di alcuni
ben specifici e determinati reati in materia di pedopornografia,
autorizza la polizia giudiziaria,
limitatamente ai reati stessi, a
svolgere, in via del tutto eccezionale rispetto alle norme e ai
principi fondamentali
del nostro ordinamento processuale in tema di
acquisizione delle prove, un vero e proprio ruolo di agente
provocatore.
Tale attività tuttavia può ritenersi
consentita e non in contrasto con norme costituzionali solo in quanto
sia strettamente limitata
a casi eccezionali e soggetta ad una rigida
disciplina che ne stabilisca rigorosamente i limiti e le procedure.
Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza 21 ottobre 2003
n. 39706,
precisando che qualsiasi applicazione analogica di tale disciplina
eccezionale a casi diversi da quelli tassativamente previsti
dall’articolo 14 citato,
deve ritenersi assolutamente vietata ai sensi
dell’articolo 14 delle preleggi.
APPROFONDIMENTI
a cura di un Procuratore e DEFINIZIONE
generale di " agente provocatore
" (falsus emptor) ( fictus emptor )
in questo caso non si è indagato su un reato compiuto, ma
si è cercato di far compiere un reato....
La Suprema Corte, quando l'agente provocatore è un privato
cittadino, ritiene necessario, perché la sua condotta venga
scriminata ex art. 51
c.p.,che il suo intervento derivi da un ordine legittimo della pubblica
autorità,
cioè che il soggetto adempia fedelmente
all'ordine ricevuto per tutto il tempo "dell'operazione".
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